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martedì 4 marzo 2008

Parole prive di contenuto

1. La sorpresa

Continuano gli incontri con le notizie più strane sulla rete. Dopo l'incredibile notizia dell'ambasciatore referante riportata da Al [1] ho letto qualche giorno fa l'articolo "Collaborazionisti e rinnegati" [2] che mi ha lasciato completamente esterrefatto, che mi ha fatto riflettere, e che ha allarmato me e i miei colleghi universitari.
Questo articolo è a firma di Zret, gradevole persona che ho avuto il piacere di conoscere alla conferenza di Napoli dove siamo stati entrambi oratori insieme a Bojs e Straker. Ed è per questo che sono rimasto sorpreso dalle parole che ho letto. Sorpreso e rattristato da quanto scritto da Zret.
A malincuore, vista la gravità delle accuse mosse da Zret, mi vedo costretto a utilizzare parte del tempo, che potrei dedicare alla stesura di articoli di ricerca sulle scie chimiche, per commentare quanto riportato da Zret. Cercherò di essere breve.

2. Le accuse

L'articolo di Zret riguarda delle persone che si occupano di scie chimiche e che dovrebbero essere collaborazionisti e rinnegati, anche se non si capisce collaborazionisti di chi e rinnegati a cosa. Nell'articolo sono riportate, tra le altre cose, accuse pesantissime a studenti, neolaureati e borsisti dei quali non viene riportato il nome.
In un passaggio dell'articolo, riferendosi alle infiltrazioni dei collaborazionisti, Zret ricopre infatti di insulti queste persone.
Vediamo esattamente cosa riporta Zret.

Zret parla di i) studenti universitari o ii) neolaureati o iii) borsisti (quindi deduco si tratta almeno di 3 persone differenti) insultandoli in vario modo, forse nel peggiore dei modi per chi si occupa di scienza, dicendo che queste persone violentano il metodo scientifico obbedendo ad ordini superiori e straparlano, magari sotto la guida di un ordinario.
Li ghettizza a stirpe esecrabile, dice che sono il disonore della cultura vera, che non sarebbe quella universitaria.
Zret rincara la dose: i tre sarebbero individui programmati, scelti per la loro personalità debolissima, pennivendoli, portaborse e portavoce dei loro padroni.
Lo studente, il neolaureato ed il borsista avrebbero come obiettivo quello di delegittimare i veri ricercatori. I tre sono fedifraghi, zelanti nel diffondere menzogne e, infine, Zeloti, i sicari che uccidevano a tradimento i loro nemici con un pugnale nascosto in una piega della veste.
Zret conclude ricordando che gli Zeloti venivano giustiziati (!).

3. Discussione sulle accuse riportate da Zret

Le accuse di Zret, pesantissime e gravissime, sono rivolte a studenti, neolaureati e borsisti che si occupano di scie chimiche.
Io sono un dipendente universitario che, seppur non in ambito universitario, si occupa di scie chimiche.
In quanto Assegnista di Ricerca ricevo una Borsa di Ricerca Avanzata e quindi faccio parte di una delle tre categorie citate da Zret, quella dei borsisti. Deduco quindi che le tremende accuse potrebbero essere state indirizzate a me.
Mi sento in ogni caso in dovere di prendere le difese della categoria (gli universitari) di cui faccio parte poiché, al meglio delle mie conoscenze, non conosco nessun universitario che faccia le tremende cose descritte da Zret.
Quanto scritto da Zret è terribile, le accuse sono tremende e addirittura, visto il paragone con gli Zeloti, sembra che Zret prospetti per i poveri accusati una condanna implacabile! Ma la cosa a mio avviso più grave è che Zret dice che questi universitari e il neolaureato mentono. Questa sarebbe una accusa gravissima.

Fortunatamente, grazie al cielo, una semplice analisi dell'articolo di Zret mostra che le parole scritte da Zret sono totalmente prive di contenuto e senza significato. Parole piene di niente e vuote di tutto. Il problema non esiste.
Perché? Semplicemente perché Zret non fa nomi* e consequenzialmente non produce prove delle tremende accuse.
Chi è lo studente?
Chi è il borsista?
Chi è il neolaureato?
Non lo sappiamo. Zret lancia accuse ben specifiche, ma non le indirizza a persone con nomi e cognomi. E su cosa base queste accuse? Non lo sappiamo. Quanto scritto da Zret al momento non vuol dire niente.
Zret riporta inoltre chi esisterebbero dei personaggi che sarebbero i “padroni” delle tre persone ricoperte di insulti, ma non dice chi sono. Infine, da quanto riportato da Zret, gli accusati sarebbero stati "scelti" dai cattivi. Come? Si manda il curriculum alla Spectre o ti vengono a cercare loro?

4. Conclusioni

Zret fa delle accuse pesantissime a studenti, neolaureati e borsisti di cui non riporta le generalità. Zret non riporta neanche le generalità dei supposti padroni degli accusati e i nomi delle istituzioni del male con cui gli accusati collaborerebbero. Zret non riporta alcuna prova delle accuse tremende che lui muove. In sintesi, quanto scritto da Zret non vuol dire niente.

Ricordo che sono davvero dispiaciuto e stufo di dovere perdere parte del mio tempo che potrei dedicare a cose più serie per scrivere articoli come questo o quello dell'ambasciatore referante!
Di conseguenza, avendo necessità di dedicare il mio tempo alla analisi dei dati relativi alle mie osservazioni, e non potendo controllare tutto quanto viene scritto sulla rete, non credo che avrò sempre la possibilità di commentare e tamponare le notizie incredibili che si possono incontrare sula rete.
Per cui esorto i lettori di questo blog interessati all'argomento scie chimiche a leggere gli articoli sull'argomento che incontreranno sulla rete con estremo spirito critico, ricordando di porre estrema attenzione al tipo di notizia presentata, verificando di volta in volta se si tratta di ipotesi di lavoro, di un risultato dimostrato con dimostrazione, o di un risultato non dimostrato. Tentate di verificare la bontà dei risultati e di quanto scritto, mettete in discussione tutto. Ricordate l'importanza delle verifiche dei risultati di una ricerca da parte di altri ricercatori.
Basate le vostre opinioni su dati il più possibile certi. Ponete domande, chiedete su che basi si afferma che una scia osservata è chimica o su che basi si accusa una persona di qualche malefatta.

Nota

*Esiste anche l'opinione, diffusa tra chi ha letto l'articolo di Zret, che in realtà Zret un mezzo nome lo faccia. Zret conclude l'articolo con la parola croce in neretto. Perchè? L'accentuazione di quella parola potrebbe essere un riferimento al mio nome. Certo questa non è la sola ipotesi possibile. L'accentuazione della parola potrebbe essere un errore, magari Zret si riferiva alla croce di scie, oppure gli è scappato il neretto mentre pensava agli Zeloti.
L' ipotesi che Zret abbia indirizzato a me le sue tremende accuse, seppur possibile, rimane al momento una ipotesi non verificata. L'unica certezza in questa triste storia è che Zret ha accusato alcune persone di colpe tremende senza produrre alcuna evidenza di ciò e soprattutto senza fare i nomi delle persone.

giovedì 21 febbraio 2008

Chiarimenti su una notizia gravemente errata

In data 18 febbraio 2008 è apparso sul forum di sciechimiche.org un commento di Al, utente del forum, che scrive di aver letto (senza citare la fonte) che un professore laureato in scienze politiche che è stato Ambasciatore per l'Italia all'estero revisiona i miei articoli.

Quanto riportato da Al è gravemente errato.

Per chi si fosse imbattuto in tale commento, ricordo che il Dott. F. Orsini, che ha gentilmente revisionato i miei ultimi articoli, è un fisico dell'Università di Milano, e al meglio delle mie (e delle sue) conoscenze non è mai stato Ambasciatore per l'Italia all'estero, anche se credo che non gli sarebbe dispiaciuto.
In ogni caso il Dott. F. Orsini si dichiara più che disponibile ad accettare il nuovo incarico fin da subito!

lunedì 14 gennaio 2008

La ricerca sulle scie chimiche in Italia

1. Introduzione

Alcune persone in Italia hanno il sospetto che, da alcuni anni, degli aerei stiano rilasciando nei nostri cieli scie diverse dalle normali scie di condensazione. Queste scie anomale, potenzialmente dannose per la nostra salute, sono state chiamate scie chimiche o, in inglese, chemtrails. Il termine inglese chemtrail è una abbreviazione di chemical trail (scia chimica) che si contrappone al termine contrail, abbreviazione di condensation trail (scia di condensazione).
Gli obiettivi dell'operazione di irrorazione con le scie chimiche, che sarebbe effettuata nei cieli di molti Paesi del mondo, sarebbero molteplici. Alcuni di questi obiettivi sarebbero ad esempio la modifica del clima e la diffusione di agenti patogeni.
Alcune persone, visto l'inquietante scenario descritto da questa ipotesi, hanno deciso di verificarla impegnandosi in una attività di ricerca.
Chi si occupa di ricerca sulle scie chimiche cerca prove che ne verifichino l'esistenza affinché, in caso di verifica positiva, tali prove siano presentate ai cittadini ed alle Istituzioni.

Tuttavia la ricerca sulle scie chimiche in Italia, a mio avviso, se pur condotta con impegno, spesso non è effettuata nel modo appropriato, dove per appropriato intendo un modo che porti alla verifica dell'esistenza delle scie chimiche su basi scientifiche.
Se venisse appurato in maniera scientifica che degli aerei hanno rilasciato scie diverse dalle normali scie di condensazione sul nostro territorio, le Istituzioni sarebbero tenute a verificare chi ha rilasciato nei cieli scie chimiche, cosa è stato rilasciato e perché. Inoltre, le Istituzioni dovrebbero anche impegnarsi affinché tali sorvoli non si ripetessero.
Dimostrazioni dell'esistenza delle scie chimiche non basate su evidenze scientifiche difficilmente porterebbero a questo risultato poiché difficilmente verrebbero prese in considerazione a livello istituzionale.

Questo articolo si propone dunque l'obiettivo di proporre delle linee guida per una ricerca sulle scie chimiche che risulti efficace, e, contestualmente, di verificare quale sia il punto della situazione della ricerca sulle scie chimiche in Italia.

2. La ricerca sulle scie chimiche in Italia: modalità e obiettivi

Cosa vuol dire fare ricerca sulle scie chimiche in Italia? Vuol dire essenzialmente verificarne l’esistenza.
Come ben sappiamo, secondo il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio non esistono evidenze scientifiche dell’esistenza delle scie chimiche. Il Ministro ricorda infatti che non è stato possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente cioè del materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente e anonima da parte di altri ricercatori. Il ministro ricorda inoltre che i siti specialistici degli osservatori di scie chimiche sono carenti dal punto di vista scientifico [1].
Questo vuol dire che in ambito governativo al momento si ritiene che le scie chimiche non esistano e che le scie chimiche verranno prese in considerazione quando verranno pubblicate le prove della loro esistenza, dopo revisione da parte di altri ricercatori.

Le riviste scientifiche dove viene effettuato questo controllo dei risultati vengono chiamate riviste peer reviewed o referate.
Nelle riviste referate, esperti della materia giudicano, solitamente in maniera anonima, la bontà e la coerenza dei risultati presentati e delle tecniche sperimentali utilizzate, indicano se sono necessari ulteriori prove o conferme e decidono infine se il lavoro è idoneo o meno per la pubblicazione.
Una volta pubblicato su una rivista peer reviewed un risultato scientifico acquista credibilità ed ufficialità.

Quali sono dunque i vantaggi di pubblicare i propri risultati su riviste referate?
A parte l’importantissimo vantaggio che tali risultati verrebbero presi in considerazione dal governo, un articolo referato diventa potenzialmente immune da errori. Il processo di verifica serve infatti a evitare o quanto meno a diminuire enormemente la probabilità che vengano affermate cose sbagliate.
Errori e mancanze, causati ad esempio da fretta, distrazione, leggerezza, inesperienza sono sempre dietro l’angolo e anche con tutta la buona volontà non sempre si riescono ad evitare.
Chi pubblica risultati di una ricerca senza verifica ha quindi una probabilità molto maggiore di pubblicare risultati errati rispetto a chi pubblica dopo verifica.
Inoltre, la verifica della presenza di eventuali errori in pubblicazione non referate avviene solo se qualcuno dei lettori, o l'autore stesso, decide di farlo. Si viene così a creare un rischio da tenere ben presente: se nei dati pubblicati è presente un errore, ma nessuno dopo la pubblicazione si prende la briga di verificare i dati, informazioni errate verranno trasferite in continuo alle persone che consultano la pubblicazione.
Questo grave rischio diminuisce enormemente in un processo di pubblicazione dopo verifica dei risultati.

E' bene poi ricordarsi che le energie spese per la stesura di lavori e articoli sulle scie chimiche da pubblicarsi in mezzi diversi dalla rivista referata, sono energie spese in una direzione che difficilmente porterà il risultato descritto ad essere preso in considerazione a livello istituzionale.

Esiste inoltre l'opinione che la presenza di gravi errori nei risultati di una ricerca non ottenuti con metodi scientifici e pubblicati senza verifiche, possa comportare la messa in discussione della credibilità sia del ricercatore che ha prodotto quei risultati, sia dell'intera tematica, compromettendo così anche il lavoro svolto da quei ricercatori che invece usano metodi scientifici. Personalmente, ritengo al riguardo che risultati scientifici inattaccabili non vengano comunque messi in discussione da errori prodotti in altre ricerche, e che ogni ricerca faccia storia a sé. La credibilità sulla tematica delle scie chimiche arriverà quando e se verrano pubblicate evidenze scientifiche forti; a quel punto, errori presenti in altre ricerche non avranno conseguenza alcuna.
Esiste comunque un potenziale rischio che riguarda chi si avvicina alla tematica delle scie chimiche per la prima volta. Neofiti interessati alla questione, imbattendosi in articoli sulle scie chimiche che presentano evidenti errori, potrebbero anche ritenere che la questione non venga affrontata in maniera rigorosamente scientifica e di conseguenza potrebbero allontanarsene. Ciò sarebbe un peccato, poichè in questo momento in cui si deve verificare se le scie chimiche esistono, sarebbe necessario l'apporto critico di più persone possibile, soprattutto di scienziati.
Per quanto riguarda invece la possibilità che il ricercatore che pubblica senza verifiche possa subire, in caso di gravi errori nei suoi risultati, una potenziale perdita di credibilità, ritengo che tale possibilità dovrebbe essere presa in considerazione dal ricercatore nel momento in cui decide la modalità di pubblicazione dei suoi risultati.

Alla luce di tutte queste considerazioni, la pubblicazione dei risultati di una ricerca in riviste referate appare a mio avviso di gran lunga preferibile rispetto alla pubblicazione senza verifica. Anche essendo sicuri dei propri dati, risulta sicuramente più conveniente passare attraverso il processo del controllo dei risultati piuttosto che pubblicarli senza verifiche.

Un altro aspetto della ricerca sulle scie chimiche da tener presente è il metodo, cioè la modalità con cui si ottiene un risultato.
Diciamo subito che è estremamente difficile dimostrare con certezza che un aereo che rilascia una scia dai motori, stia rilasciando una scia chimica. Per dimostrarlo, bisogna produrre dati certi, inattaccabili. Dati che non lascino dubbi ad esperti della materia. Non si può infatti affermare che un aereo rilascia scie chimiche sulla base di impressioni o di opinioni personali. Nessuno accetterebbe mai questi risultati.
Una ricerca può certamente partire da impressioni o intuizioni, ma i risultati della ricerca devono essere basati solo su dati certi.
È consigliabile dunque effettuare analisi molto dettagliate della quota, della scia e del modello del velivolo in studio (la quota è stimabile da una fotografia) prima di indicarlo come aereo chimico.

Ricordo anche l’importanza di effettuare dei controlli sui metodi di analisi che si stanno utilizzando nella propria ricerca, per verificare che i metodi siano validi. Ad esempio, se stimo la quota di un aereo con l’analisi di una foto, devo dimostrare che il metodo funziona, attraverso la stima della distanza di un oggetto di dimensioni note fotografato a distanza nota. Questo è un aspetto di fondamentale importanza che evita errori.
Ricordo poi l'utilità di utilizzare, quando possibile, due tecniche differenti per analizzare lo stesso fenomeno. Ciascuna tecnica valida l'altra.

L'affermazione che un aereo ha rilasciato scie diverse dalle normali scie di condensazione a mio avviso dovrebbe necessariamente passare da queste dieci tappe:

1) raccolta dei dati (ad esempio fotografie, riprese video);
2) analisi attenta e completa dei dati;
3) esecuzione dei controlli necessari;
4) ottenimento di un risultato (l’aereo X il giorno X alle ore X ha rilasciato una scia che non è una scia di condensazione);
5) descrizione del risultato in un articolo così strutturato:
-un breve riassunto;
-una introduzione che descrive l'area di studio e lo scopo della propria ricerca;
-la descrizione e la discussione dei risultati;
-le conclusioni;
-la descrizione delle tecniche sperimentali utilizzate;
-le eventuali referenze;
6) invio dell'articolo ad una rivista peer reviewed;
7) considerazione dell'articolo per la pubblicazione da parte dell'editore della rivista ed invio dell'articolo ad esperti del campo per il controllo del risultato;
8) verifica della bontà del risultato da parte degli esperti;
9) eventuale esecuzione da parte del ricercatore di ulteriori controlli od analisi richieste dagli esperti;
10) accettazione e pubblicazione del risultato.

Una volta accettato per la pubblicazione, l'articolo che descrive il risultato raggiunto è pronto per essere comunicato al pubblico e presentato alle istituzioni.

Esorto quindi tutti le persone che si occupano di scie chimiche a presentare i propri risultati, raccolti seguendo il percorso sopra descritto, a riviste scientifiche specializzate, affinché vengano controllati e, se coerenti, ufficializzati. Esorto i ricercatori a usare parte delle proprie energie per questa attività. L’esortazione è diretta al sottoscritto in primo luogo.
Per quanto riguarda la scelta delle riviste alle quali sottomettere i risultati, visto che, al meglio delle mie conoscenze, non ci sono riviste scientifiche referate che si sono occupate di scie chimiche, la cosa più logica da fare sarebbe quella di rivolgersi a riviste che si occupano delle normali scie di condensazione di aereo, fenomeno estensivamente studiato.

Ad esempio, alcune di queste riviste sono:

Esorto anche i ricercatori che invece preferiscono pubblicare i propri risultati sulle scie chimiche su mezzi diversi dalle riviste peer reviewed a fare estrema chiarezza riguardo al contenuto delle proprie pubblicazioni, ricordando di volta in volta ai lettori quando si tratta di ipotesi di lavoro, di risultati che non hanno subito un referaggio e quindi non controllati da nessuno, di risultati parziali, di risultati verificati e ritenuti corretti, di risultati verificati e ritenuti errati.
Ricordo anche che prima della pubblicazione di un risultato inerente le scie chimiche su mezzo diverso dalle riviste referate potrebbe essere utile perlomeno un referaggio firmato, o amico. Un referaggio firmato è la verifica dei risultati da parte di un esperto di propria conoscenza. Di certo l’articolo acquisterebbe più peso e si ridurrebbero gli errori.
In ogni caso, ricordo ancora che dati pubblicati in mezzi diversi da riviste referate difficilmente verranno presi in considerazione a livello istituzionale.

Esorto anche nel contempo le persone interessate alla questione delle scie chimiche a leggere con estremo spirito critico le pubblicazioni riguardanti le scie chimiche che non sono state verificate da altri ricercatori.

Ricordo infine che la ricerca può essere a volte frustrante. Un risultato inatteso può vanificare mesi di lavoro, energie e soldi spesi. Ma il ricercatore accetta tale risultato con coraggio, e ricomincia la sua ricerca.

3. Il punto della situazione

A che punto è allora la ricerca sulle scie chimiche in Italia? Esistono prove certe dell’esistenza di sorvoli chimici sulle nostre città?

A mio avviso esistono, al momento attuale, delle prove che potrebbero dimostrare l'avvenuto rilascio di scie diverse dalle normali scie di condensazione da parte di velivoli, e prove dell’esistenza di UFO interessati alle scie persistenti di aereo. Queste prove sono tuttavia confinate in blog o video che, come detto, non hanno la validità scientifica per essere prese in considerazione a livello governativo.
Quindi, affinché queste prove possano essere prese in considerazione, è necessario dar loro nuova forma, raccogliendole cioè in articoli scientifici da sottoporre a riviste referate. Se tali prove venissero accettate per la pubblicazione, allora si troverebbero nella forma giusta per essere prese in considerazione dal Governo.

Il punto attuale della situazione riguardo alla ricerca sulle scie chimiche in Italia è quindi il seguente: ancora non esiste, al meglio delle mie conoscenze, neanche una pubblicazione scientifica referata che dimostri l’avvenuto sorvolo di aerei chimici sull’Italia.

4. Conclusioni

Visto l'inquietante scenario prospettato dalla teoria delle scie chimiche è a mio avviso un dovere morale verificare sperimentalmente se le scie chimiche esistono. Se verrà dimostrato che aerei hanno rilasciato nei nostri cieli delle sostanze diverse dalle normali scie di condensazione senza il nostro consenso, le Istituzioni saranno tenute a prendere in considerazione la cosa, a verificare cosa è stato rilasciato nei cieli e da chi, e ad impegnarsi a porre fine al fenomeno.
E' tuttavia importante tenere presente che una ricerca comprovante l'esistenza delle scie chimiche sarà presa in considerazione a livello Istituzionale se seguirà il percorso che passa per la verifica indipendente da parte esperti del campo dei risultati che ha prodotto.
Di fronte ad una interrogazione parlamentare che allegasse una pubblicazione scientifica referata attestante che aerei hanno rilasciato scie chimiche nei cieli italiani, il Governo sarebbero tenuto ad affrontare la questione.
Altri percorsi difficilmente potrebbero portare a questo risultato.

E' auspicabile che la ricerca sulle scie chimiche in Italia, che non ha ancora prodotto pubblicazioni scientifiche su riviste peer reviewed, nonostante la raccolta di numerose prove interessanti, si indirizzi verso tale percorso.

Ringraziamenti


Si ringrazia il Dott. F. Orsini per la lettura e la revisione critica del manoscritto.

Referenza

venerdì 24 agosto 2007

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche: motivazioni, obiettivi e strategie.

Vale la pena investigare scientificamente sulle scie chimiche? E se ne vale la pena, come va effettuata tale investigazione?
In questo articolo cercherò di rispondere a queste domande.

Come forse non tutti sanno, nel corso degli ultimi anni la questione delle scie chimiche è arrivata in Parlamento. Non solo in quello Italiano, ma anche in quello Europeo, nel Parlamento Greco e nel Consiglio Regionale della Sardegna [1], [2], [3].

Qualche giorno fa ho letto il testo dell’interrogazione parlamentare sulle scie chimiche presentata dal Senatore Nieddu il 13 giugno 2006 e la relativa risposta del Ministro Pecoraro Scanio del 13 Novembre 2006 [4].

In tale interrogazione il senatore Nieddu dice, riassumendo, che sui cieli della Sardegna sono state notate da parte della popolazione residente, creando una forte preoccupazione, scie conseguenti ad un intenso traffico di aerei non identificati i quali percorrono rotte non convenzionali. Queste scie, ricorda il senatore, generano una sorta di reticolati, che non si dissipano subito ma che si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso.

Come ha risposto il Ministro Pecoraro Scanio a tale interrogazione? il Ministro dice, in sintesi, che dall’esame della letteratura specifica e dal contenuto dei siti specializzati non è possibile dimostrare l’esistenza delle scie chimiche. Il ministro ricorda che tali siti in particolare risultano carenti da un punto di vista scientifico. L’interpretazione più plausibile del fenomeno, conclude, e che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni metrologiche.*

Vediamo di discutere questa risposta.

Il concetto di fondo di tale risposta è che l’esistenza delle scie chimiche non può essere dimostrata in base all’esame della letteratura di riferimento.

Per comprendere tale concetto, dobbiamo avere chiaro come si fa a dimostrare un fenomeno in ambito scientifico. Un fenomeno dimostrato scientificamente e' un fenomeno descritto da uno o più ricercatori, la cui descrizione è stata esaminata e ritenuta corretta da altri ricercatori esperti della materia. Di norma tale processo avviene con la pubblicazione dei risultati della ricerca su un giornale scientifico. Un ricercatore raccoglie dei dati e li riassume in un articolo che propone a una rivista scientifica. L’editor della rivista valuta in primo luogo se l’articolo è idoneo per quella rivista. Se lo ritiene idoneo, lo invia a 2 o 3 esperti della materia che, anonimamente (in certi casi solo se lo desiderano) e senza essere pagati, giudicano il lavoro. Questi esperti, o referee, evidenziano errori, incongruenze ed esprimono alla fine un giudizio di idoneità o meno per la pubblicazione, suggerendo talvolta ulteriori esperimenti o prove da fare per validare il risultato proposto dal ricercatore.
Un ricercatore, tuttavia, può decidere di pubblicare i propri risultati o le proprie teorie su un libro o anche su un sito internet, senza passare per una rivista scientifica. Se le teorie del ricercatore risultano fondate, forti e inconfutabili, la comunità scientifica le accetterà. Si veda il caso del matematico russo Grigory Perelman che ignorando le più prestigiose riviste del settore, aveva preferito presentare su Internet la sua soluzione alla congettura di Poincarè, uno dei problemi matematici più difficili che da cent’anni resisteva a qualsiasi tentativo di soluzione [5].
D'altro canto, un articolo pubblicato su una rivista con referaggio non implica che esso sia un dogma. E' successo che un articolo sia stato "ritirato" dopo la pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica perché un lettore attento si era accorto di incongruenze nella ricerca.
Ad ogni modo, una pubblicazione su una rivista scientifica con referaggio ha il suo indiscutibile peso.

Quindi, riguardo alla carenza scientifica, intesa come assenza di pubblicazioni con articoli sottoposti a referaggio, il Ministro ha ragione: gli articoli pubblicati sui siti specializzati in scie chimiche non subiscono il processo di referaggio anonimo testé descritto, e nelle riviste scientifiche dove gli articoli sono invece sottoposti a tale referaggio, non troviamo lavori che descrivono il fenomeno delle scie chimiche. Se ad esempio mettiamo la parola chemtrails (scie chimiche in lingua inglese) nel motore di ricerca della banca dati scientifica PubMed [6] non troviamo nessuna entry, a differenza della parola contrails (scie di condensa) che riporta tre articoli sull'argomento. Se ripetiamo la stessa ricerca nella banca dati Web Of Science [7] troviamo una entry per la parola chemtrails, un articolo dal titolo "Chemtrails conspiracy" [8], e 206 entries per contrails.

Tuttavia, il fatto che un fenomeno non sia ancora stato descritto in un giornale scientifico non significa assolutamente che quel fenomeno non sia reale. Può essere che nessuno abbia tentato di dimostrarlo o può essere che qualcuno lo abbia dimostrato ma non abbia presentato tale dimostrazione ad alcun giornale (vedi il caso del matematico russo).
Di conseguenza, la mancanza di pubblicazioni scientifiche sulle scie chimiche non implica affatto che esse non esistano. A conferma di ciò, il Ministro dice che l'esistenza delle scie non può essere dimostrata, non che esse non esistano.

Risulta quindi chiaro che nella questione scie chimiche il problema di fondo è quello di dimostrare scientificamente che le scie chimiche esistono. Produrre cioè delle prove che vengano accettate dalla comunità scientifica.

Nella risposta del Ministro, comunque, non si considera la possibilità che lo Stato si prenda l'onere di dimostrare se le scie chimiche esistano o meno.
Come mai? Da cosa dipende questa scelta?
Il decidere se investigare scientificamente o meno sul fenomeno scie chimiche dipende essenzialmente, come per ogni scelta, da una valutazione del rapporto rischi/benefici che tale scelta comporta.

Nel caso delle scie chimiche, l'effettuare ricerche scientifiche vuol dire rischiare di spendere soldi e tempo per niente nel caso si dimostri che le scie chimiche non esistano, ma vuol dire anche "salvare" popolazione e pianeta nel caso le scie chimiche esistano. Se vogliamo, possiamo considerare anche un altro elemento da aggiungere ai rischi che l'investigazione comporta: investigare su un argomento come le scie chimiche vuole dire andare incontro a scherno e derisione, e a possibile perdita di credibilità e di status, visto lo scenario da fantascienza, difficilmente accettabile, che la teoria delle scie chimiche prospetta.

Non effettuare ricerche scientifiche sulle scie chimiche vuole dire invece rischiare di non fare nulla per bloccare il lento avvelenamento della popolazione e lo sconvolgimento climatico prospettati dalla teoria delle scie chimiche, nel caso in cui le scie chimiche esistano davvero, ma vuol dire anche non "buttare via" soldi e tempo ed evitare di fare una pessima figura nel caso che le scie chimiche non esistano.

La relazione rischi-benefici/investigazione-non investigazione è riassunta nella seguente figura.



Ora, il rischio di non fare niente per tutelare la salute del pianeta e della popolazione è ovviamente un rischio terribile. Il rapporto rischio beneficio è quindi molto più alto nella scelta di non effettuare indagini scientifiche.
Tuttavia tale rischio non ha pesato nella scelta del Ministero** . Perché?

Evidentemente perché la possibilità che le scie chimiche esistano è stata ritenuta una non-possibilità o una eventualità remotissima. Se escludiamo che le scie chimiche possano esistere, azzeriamo istantaneamente il rischio principale, e così la scelta è presto fatta.

Ma tale assunzione è giusta? Siamo sicuri che le scie chimiche non esistano?
Al momento quello che sappiamo è che nessuno ha pubblicato su giornali scientifici prove della loro esistenza, che è altra cosa. Quindi, a mio avviso, non possiamo escludere la possibilità che le scie chimiche esistano. E se non possiamo escludere tale possibilità, decidendo di non investigare sulle scie chimiche ci assumiamo un rischio molto alto.

In base a queste considerazioni, la cosa a mio avviso più giusta da fare è quindi investigare.

Per questo motivo, molte persone nel mondo hanno deciso di investire un po' del loro tempo libero e qualche soldino per verificare se c'è qualcosa di vero nella teoria delle scie chimiche.



Vediamo ora di discutere come andrebbe effettuata la ricerca scientifica sulle scie chimiche.
E' già stato raccolto molto materiale che proverebbe l'esistenza delle scie chimiche e altro ne può essere raccolto se il fenomeno continuerà. Come dovrebbe essere utilizzato tale materiale?
Alla luce di quanto detto sin'ora, risulta chiaro che pubblicare indagini scientifiche senza che esse siano sottoposte a referaggio, anche se serie e ben fondate, non produrrà risultati utilizzabili in sede di confronto politico. Come abbiamo visto, in sede governativa contano le pubblicazioni scientifiche.
Bisogna anche considerare che una indagine pubblicata su una rivista scientifica non deve più essere dimostrata. Ha già superato questo passaggio, che spesso non è un passaggio indolore. Una indagine senza referaggio deve invece essere necessariamente giudicata, e non sappiamo quale sarà il giudizio. Utilizzare quindi in un ipotetico confronto sull'esistenza delle scie chimiche una prova che potrebbe essere ritenuta non valida, è un rischio.
Infine, proporre una ricerca ai referee presenta ulteriori vantaggi: permette di riconoscere eventuali errori di cui non si era tenuto conto e di ricevere importanti consigli.

Quindi, se riteniamo di avere prove che dimostrino la veridicità della teoria delle scie chimiche e vogliamo che la questione sia presa in considerazione a livello politico, è necessario che le nostre ricerche vengano pubblicate in riviste scientifiche sottoposte a referaggio anonimo. In questo modo esse assumeranno un aspetto che le renderà ancora più forti: l'ufficialità.
Tali ricerche dovranno presentare dati relativi ad osservazioni di fenomeni anomali nelle scie, aerei, nuvole, acqua piovane, terreni, ed essere condotte con metodo (osservazioni ripetute, controlli positivi e negativi, analisi della letteratura del settore). Alcune riviste a cui inviare manoscritti relativi a prove della esistenza delle scie chimiche potrebbero essere ad esempio: Journal of Aircraft, The international Journal of Meteorology, Journal of Climate, Journal of the Atmospheric Sciences.
Un'impresa impossibile? Forse, ma bisogna tentare.

Vediamo infine a cosa può portare questa investigazione scientifica.

Le ricerche potrebbero anche non portare a niente. Potrebbe risultare impossibile dimostrare scientificamente l'esistenza delle scie chimiche e si rimarrebbe nel dubbio per sempre.

Oppure, potrebbe venir dimostrato che ci sono aerei che passano sulle città spargendo porcherie di tipo chimico-biologico. Immagino che a quel punto verrebbero presentate nuove interrogazioni parlamentari, questa volta ricche di pubblicazioni scientifiche referate. Lo Stato si renderebbe conto dell'operazione di irrorazione in atto e, ovviamente, la bloccherebbe, impedendo con ogni mezzo agli aerei chimici di sorvolare le irrorare e città. Immagino che verrebbero anche tirate le orecchie a spruzzatori e mandanti.

Se invece venisse dimostrato che le scie chimiche non esistono, non succederebbe proprio niente di male. Anzi, per quel che mi riguarda, durante le ricerche sulle scie chimiche ho imparato tante cose interessanti su argomenti complessi e affascinanti come nuvole, aerei, fenomeni atmosferici, per cui se anche si dimostrasse la non esistenza delle scie, io avrei comunque guadagnato qualcosa in termini di nuove conoscenze.

Per concludere, è importante, per il bene di tutti, investigare scientificamente sulle scie chimiche allo scopo di verificare se esse esistono. Se verrà dimostrato che le scie chimiche esistono, i risultati delle ricerche andranno pubblicati su riviste scientifiche sottoposte a referaggio, affinché tali risultati possano essere utilizzati in sede politica come prove degli avvenuti sorvoli chimici .
Un’interrogazione parlamentare che riporti dati di anomalie nei cieli pubblicati su riviste scientifiche nazionali o internazionali sottoposte a referaggio anonimo non potrebbe, necessariamente, ricevere la stessa risposta che ha avuto la lodevole interrogazione del senatore Nieddu.

Note


*Il Comitato regionale di sensibilizzazione sulle scie chimiche di Nuoro (http://www.sciesardegna.it/) ha pubblicato una replica alla risposta del Ministro (http://www.sciesardegna.it/docs/061124rispcom.pdf).

**Anche la risposta della Commissione Europea all'interrogazione scritta di Erik Meijer (GUE/NGL) non prevede interventi per verificare se le scie chimiche esistono [2].

Bibliografia

[8] Hanson D. Chemtrails conspiracy (2005). Chemical & Engineering News. 83 (15), 64-64 . N.B. Questo articolo non risulta presente nel database della rivista Chemical & Engineering News. Nella rivista, a firma Hanson D, sono presenti vari articoli ma non l'articolo citato da Web Of Science.

domenica 24 giugno 2007

Foto di scie a Milano-Giugno 2007

Questo post è stato revisionato ed interamente modificato in data 8 febbraio 2008.

Foto di scie a Milano nel mese di giugno 2007.

Scia asimmetrica, 23 giugno.



Arcobaleno nelle nuvole, 25 Giugno.



Scie persistenti, 22 Giugno.




Scie persistenti, 25 Giugno.


Scie notturne, 17 giugno.



Scia che copre la luna, 22 giugno.