martedì 21 ottobre 2008

La durata delle scie non persistenti

Persistere o non persistere, questo è il problema ;-)


Domenica 19 ottobre 2008 mi trovavo in Friuli a bordo di un treno diretto a Mestre. Verso il tramonto, ho potuto osservare dal finestrino due aerei con scia di tipo non persistente (una scia non persistente è una scia che non permane nel tempo ma svanisce nel giro di alcuni secondi o minuti). La situazione era davvero interessante. Uno dei due aerei rilasciava una lunghissima scia mentre l'altro una piccola miniscia. La scena era davvero curiosa e il confronto tra le due scie sorprendente! Ho preso allora velocemente la mia Panasonic e ho immortalato la scena. Ecco due foto delle scie.

Due foto della megascia e della nanoscia.


Bene. Di fronte a questa foto, chi ritenesse possibile l'esistenza delle scie chimiche potrebbe pensare: "Ecco la prova dell'esistenza delle scie chimiche! Due aerei vicini, uno fa la scia lunga e uno la scia corta! La scia lunga deve essere chimica!".
Comprensibile. Ma chi ritenesse possibile la esistenza delle scie chimiche non sarebbe mai così avventato. Chi volesse verificare l'eventuale esistenza delle scie chimiche ricercando prove forti e inattaccabili, di fronte ad un fenomeno apparentemente "strano", si fermerebbe, direbbe "Calma!", e per prima cosa verificherebbe che il fenomeno osservato non potesse in qualche modo essere spiegato in maniera "normale".
Vediamo allora se possiamo spiegare quanto visto senza dover ricorrere alle famigerate scie chimiche.
Intanto per prima cosa analizziamo bene le foto scattate. Vediamo se riusciamo a scoprire qualcosa di più sull'aereo che fa la lunghissima scia.

Fotografia a maggior distanza focale dell'aereo che produce la lunga scia.

Particolare del velivolo dopo ingrandimento e processamento della foto.

Dall'analisi si evince chiaramente che l'aereo che fa la scia lunghissima è un quadrimotore. Vista la morfologia della scia, si potrebbe trattare di un B747. Vediamo ora l'aereo con scia corta.

Particolare dell'aereo con scia corta dopo ingrandimento e processamento della fotografia (si tratta della seconda foto pubblicata nel post).

La corta scia non mostra una morfologia simile a quella del quadrimotore con scia lunga o una morfologia simile a scie di altri quadrimotori. La morfologia della scia è invece molto simile a quella di un bimotore.
Bene. Abbiamo allora un quadrimotore con scia lunga e un probabile bimotore con scia corta. Due aerei di diverso tipo. Chiediamoci dunque: "Si sa qualcosa sulla durata delle scie non persistenti prodotte da quadrimotori o da bimotori? Esistono delle differenze tra le scie non persistenti di bi- o quadrimotori?".
La risposta è sì. Si sa qualcosa ed esistono delle differenze.
U. Schuman, citando l'articolo "Differences in early contrail evolution of 2-engined versus 4-engined aircraft - Lidar measurements and numerical simulations" di Ralf Sussmann e Klaus M. Gierens [1], riporta:

"Under subsaturated conditions, contrails of 2-engined aircraft evaporate mostly already during the jet phase (less than 20 s) contrails of 4-engined aircraft often survive until the end of the vortex phase (ca. 2 min)" [2].

Traducendo:

"In condizioni di sottosaturazione (cioè in assenza di condizioni che permettono la persistenza delle scie, n.d.r.), le scie di condensazione di aerei con due motori evaporano soprattutto durante la fase a getto (minore di 20 secondi), le scie di condensazione di aerei con 4 motori spesso permangono fino alla fine della fase di vortice (circa 2 minuti)"

Bene. Ecco una possibile spiegazione normale, scientifica di quanto visto: la scia lunga del quadrimotore era più lunga di quella del probabile bimotore semplicemente poiché le scie non persistenti dei quadrimotori persistono più a lungo di quelle dei bimotori. Il fenomeno osservato può dunque rientrare nella descrizione scientifica delle normali scie di condensazione di aereo.
L'unico modo per poter prendere in considerazione la possibilità di una anomalia sarebbe dimostrare con assoluta certezza che l'aereo con la scia corta fosse anch'esso un quadrimotore, ma tale dimostrazione non risulta evidentemente possibile. Di conseguenza deve essere considerata la possibilità che l'aereo con scia corta sia un bimotore (io credo proprio che lo sia :)
In definitiva, non potendo escludere che l'aereo con scia corta sia un bimotore, non possiamo escludere che il fenomeno osservato sia un normalissimo fenomeno, e quindi non possiamo parlare di anomalia. Si ha una anomalia quando possiamo escludere categoricamente che il fenomeno osservato sia un normale fenomeno.

In conclusione, l'analisi riportata in questo articolo mostra che prima di trarre conclusioni su un fenomeno apparentemente bizzarro relativo a scie di aereo (ma anche in altri campi della nostra vita) è assolutamente necessario escludere che il fenomeno in studio sia in realtà un normale fenomeno spiegabile scientificamente. Se tale esclusione non risulta possibile, non si può parlare di anomalia.

Ricordo infine, a compendio di questo post, che il risultato di un ricerca scientifica va accettato senza indugio, qualunque esso sia, anche se ci scontenta. Pensavamo di aver trovato una prova e invece ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano? Fa niente! Si accetta il risultato e si va avanti. La ricerca continua. E per evitare di scontentarci la cosa migliore da fare è mantenere un atteggiamento il più possibile neutrale durante la ricerca stessa. Qualunque risultato otterremo, non saremo scontenti :)
Chi allora credesse nell'esistenza delle scie chimiche non dovrebbe "tifare" per le scie chimiche durante le sue ricerche ma dovrebbe tifare solo per la verità, qualunque essa sia, per non rimanere poi deluso in caso di mancanza di evidenze.
Inoltre, chi credesse nell'esistenza delle scie chimiche dovrebbe tentare in tutti i modi di demolire i risultati delle proprie ricerche, cercando di fare cadere le eventuali prove trovate. Se la "demolizione" non demolisse un bel niente, allora si potrebbero forse aver trovato evidenze forti e inattaccabili dell'esistenza di anomalie nelle scie.

Referenze
[2] Schumann U (2005). Formation, properties and climatic effects of contrails. C. R. Physique 6, 549–565.

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19 commenti:

Jane ha detto...

Oi Massimo!

cieliazzurri ha detto...

Oi Jane, ta tudo bem?

Um grande abraço!

Massimo

Jane ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
altotas ha detto...

Ciao Massimo,
ti segnalo il mio ultimo post, al link sotto, che completa il ragionamento che ti avevo già segnalato nell'altro tuo articolo
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/makepdf.php?type=post&pageid=0&scale=0.66&post_id=128629

E'molto importante il tuo lavoro, è solo comprendendo perfettamente la tesi (scienza ufficiale) che potremo eventualmente opporre un'antitesi (rilievo di possibili anomalie con relativa documentazione) per giungere infine ad una sintesi ( quella che io propongo è: contrails condizionate).

Complimenti per l'onesta didattica svolta nei riguardi di una materia così difficile.

Io ovviamente, da buon complottista, ti tengo testa ;))

cieliazzurri ha detto...

Ciao Carmine, grazie per i complimenti :)

Ben detto. La conoscenza di cosa siano le normali scie di condensazione è il requisito fondamentale per poter riconoscere eventuali anomalie.
Proprio per questo motivo mi impegno, al meglio e nei limiti delle mie conoscenze, in questa simpatica didattica sulle normali scie di condensazione.

I risultati delle osservazioni del cielo hanno indicato che le scie si trovano a 10-11mila metri e che gli aerei identificati che rilasciano scie sono aerei di linea, ma hanno anche indicato possibili discrepanze tra osservazioni di scie persistenti e dati atmosferici che non permetterebbero la persistenza.
Sulla base di questi risultati la tua ipotesi delle contrails modificate (od anche l'ipotesi di Marco sull'atmosfera modificata) basata su interventi esterni alle scie, potrebbe spiegare l'eventuale esistenza di anomalie ed essere congruente con i risultati delle osservazioni del cielo.

Questa interessante ipotesi di lavoro andrà verificata in qualche modo.

Ciao!

Massimo

altotas ha detto...

Bene Massimo,
da questo punto di vista allora ti propongo una definizione migliorativa di scia chimica:
cirro chimico !

Mi sembra una definizione più appropriata in relazione alla nostra o mia (come preferisci) ipotesi di lavoro.
Ti saluto e ti auguro buon lavoro.

cieliazzurri ha detto...

Chemcirrus? :-D

cieliazzurri ha detto...

Comunque, scherzi a parte, poichè la parola "chimico" indica la presenza di sostanze diverse dal ghiaccio nel cirro o nella scia, e poichè di tali sostanze non abbiamo evidenza, a mio avviso la definizione che hai proposto inizialmente, cioè "contrail modificata", mi sembrerebbe più appropriata per la tua ipotesi di lavoro. Le scie sarebbero modificate per così dire in "postproduzione" in un modo che però ancora non conosciamo.

markogts ha detto...

Prima bisognerebbe avere una prova di una sola sostanza "strana" nelle scie. Fino a prova contraria, quello è monossido di diidrogeno. Di bario, trimetilalluminio e peli di castoro per il momento non v'è traccia.

Carmine, inutile giocare con le parole: l'ipotesi di partenza delle scie chimiche (scie a bassa quota) è definitivamente stroncata, come anche tutte le pseudoprove di foto di scie e cumuli e paccottiglia assortita. Ci possiamo accapigliare sulla precisione delle stime di umidità e relativa persistenza delle scie, ma è lana caprina rispetto all'idea dell'evidenza di un complotto globale.

cieliazzurri ha detto...

Ma, a mio avviso, la ipotesi delle contrails modificate prevede che eventuali scie "anomale" siano sempre fatte di ghiaccio, solo che si formerebbero quando normalmente non si dovrebbero formare.
Ovviamente è una ipotesi tutta da dimostrare.

markogts ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
cieliazzurri ha detto...

Attenzione però.

Se leggi il mio commento precedente ai tuoi interventi trovi:


"Comunque, scherzi a parte, poichè la parola "chimico" indica la presenza di sostanze diverse dal ghiaccio nel cirro o nella scia, e poichè di tali sostanze non abbiamo evidenza, a mio avviso la definizione che hai proposto inizialmente, cioè "contrail modificata", mi sembrerebbe più appropriata per la tua ipotesi di lavoro. Le scie sarebbero modificate per così dire in "postproduzione" in un modo che però ancora non conosciamo."


Quindi il discorso "chimico" era già stato discusso.
Per quanto riguarda le ipotesi formulate da Carmine e da me, esse non sono ancora un punto cruciale! Le ipotesi di lavoro su cui discutiamo sono semplici indirizzi alla ricerca. Possono essere verificate o possono non esserlo. Ma sono sempre ipotesi.
I punti cruciali sono invece risultati di una ricerca.

Al momento, parlando della mia personale ricerca, uno dei miei risultati è che per quattro giorni ho osservato scie persistenti ed espanse con valori di umidità relativa in quota (all'ora dell'osservazione delle scie) che non consentivano la formazione di tali scie.
E' normale che di fronte a questo fenomeno mi interroghi, cerchi eventuali spiegazioni e formuli ipotesi che possano spiegare il fenomeno.

Per quanto riguarda le contrails condizionate (da chi, da come), come ho scritto in un precedente commento, questa ipotesi andrà ovviamente verificata.
Il lavoro di ricerca funziona così:
impressioni-formulazione di una ipotesi-verifica della ipotesi.
I risultati della verifica possono essere di due tipi: ipotesi verificata, ipotesi non verificata.
Se l'ipotesi non viene verificata, si cambia strada.
Ma è tentando tutte le strade che si può arrivare ad un risultato.

altotas ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
cieliazzurri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cieliazzurri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cieliazzurri ha detto...

In caso di commenti riportanti parole che potrebbero risultare offensive per terzi, è mia consuetudine non pubblicare tali commenti.

Diamo per scontata la buona fede di tutti i partecipanti alla discussione.

Inviterei a commentare sul merito della questione, sulle ipotesi di lavoro, sui risultatati.
L'obiettivo dei commenti di questo blog è infatti una utile discussione critica sulla ipotesi delle scie chimiche dove ciascuno esprime la propria opinione e le proprie ipotesi sul merito scientifico della questione.

In caso di commento non pubblicato a causa del motivo sopra citato, invito ovviamente a ri-postarlo.

Grazie :)

Massimo

altotas ha detto...

"Carmine, inutile giocare con le parole: l'ipotesi di partenza delle scie chimiche (scie a bassa quota) è definitivamente stroncata, come anche tutte le pseudoprove di foto di scie e cumuli e paccottiglia assortita. Ci possiamo accapigliare sulla precisione delle stime di umidità e relativa persistenza delle scie, ma è lana caprina rispetto all'idea dell'evidenza di un complotto globale."

Mi ritengo assolutamente persuaso sull'esistenza accanto alle normali scie di condensazione di scie chimiche.
Assolutamente convinto.
Nessun gioco di parole.
Aspetta ancora qualche tempo e poi saprai se giocavo con le parole o proferivo la verità.
Voglio credere che tu sia in buonafede, e aspetterò che venga a galla la verità, cosi potrai dire un giorno, Carmine non era un disonesto, Carmine era in buonafede, aveva capito qualcosa che io non avevo capito.
Ciao Marco, viva là e po' bon.

markogts ha detto...

Mi ritengo assolutamente persuaso sulla nonesistenza accanto alle normali scie di condensazione di scie chimiche.
Assolutamente convinto.
Nessun gioco di parole.
Aspetta ancora qualche tempo e poi saprai se giocavo con le parole o proferivo la verità.
Voglio credere che tu sia in buonafede, e aspetterò che venga a galla la verità, cosi potrai dire un giorno, Marko non era un disonesto, Marko era in buonafede, aveva capito qualcosa che io non avevo capito.
Ciao Carmine, viva là e po' bon.

PS puoi definire "qualche tempo"?

altotas ha detto...

"Mi ritengo assolutamente persuaso sulla nonesistenza accanto alle normali scie di condensazione di scie chimiche.
Assolutamente convinto.
Nessun gioco di parole.
Aspetta ancora qualche tempo e poi saprai se giocavo con le parole o proferivo la verità.
Voglio credere che tu sia in buonafede, e aspetterò che venga a galla la verità, cosi potrai dire un giorno, Marko non era un disonesto, Marko era in buonafede, aveva capito qualcosa che io non avevo capito.
Ciao Carmine, viva là e po' bon."

Ce la racconteremo. Io non ho mai avuto problemi a fare autocritica quando mi trovavo in errore. Magari avessi incontrato altrettanta onestà dall'altra parte.

"PS puoi definire "qualche tempo"?"

Spesso la storia ci restituisce le verità dopo tempi imprevedibili. Ma credo che saremo tutti e due vivi quando emergerà il fatto e ce la racconteremo.

Ciò dei !