venerdì 8 febbraio 2008

Scie di carnevale

Giovedì 7 febbrario 2007 a Milano, in un cielo azzurro pulito e senza foschia, sono state osservate numerose scie di aereo, alcune delle quali persistenti ed in espansione.

Queste sono alcune fotografie della giornata.

Asterisco di scie


Aghi di ghiaccio orientati in scia espansa

Bizzarra scia di un a340

Croce di scie in espansione

Tramonto con scie


E’ in corso una analisi di foto, video e dati dei radiosondaggi della giornata atta a verificare l’eventuale esistenza di scie anomale tra le scie osservate.

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12 commenti:

Darkskies ha detto...

Ciao Cieliazzurri,
complimenti nuovamente per la qualità dei tuoi articoli..quest'oggi qui su Vicenza dalle tra le 13 e le 14 ho assistito ad un incremento davvero anomalo dei passaggi da parti di aerei con principio di velatura del cielo...ho effettuato anche delle foto con la tecnica del sole rilevando gli stessi filamenti da te segnalati...l'aspetto va sicuramente approfondito.

un saluto darkskies.

cieliazzurri ha detto...

Ciao Darkskies, grazie :)

Qui oggi invece, a differenza di ieri, si sono viste poche scie, per lo più non persistenti.

Riguardo alle riprese con la tecnica del sole lookedup ha recentemente pubblicato su YouTUbe un nuovo video, effettuato con tale tecnica, dove si possono vedere degli oggetti volanti rotanti identificati dall'autore come UFO.

Ciao

:: Straker :: ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
:: Straker :: ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
:: Straker :: ha detto...

Scie chimiche, non cristalli di ghiaccio.

16080 LIML Milano Observations at 12Z 07 Feb 2008

Quota: 7765 metri

Temperatura: -38.1° centigradi

Umidità relativa: 9%

cieliazzurri ha detto...

Ciao Straker.
La mia analisi delle foto, video e dati delle radiosonde relative al giorno 7 febbraio è appena all'inizio.

Quando concluderò l'analisi potrò dire se ho evidenze certe ed inattaccabili della presenza di scie chimiche tra quelle fotografate il 7 febbraio 08.

Al momento non ho queste evidenze.

cosmino ha detto...

Bene, allora attendiamo aggiornamenti!

:: Straker :: ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
:: Straker :: ha detto...

I cristalli di ghiaccio non creano la poltiglia biancastra nè tantomeno possono coprire interamente il cielo di schifezze create ad-hoc da incroci al di FUORI dei corridoi ufficiali. Ci vuole memoria storica per queste cose. Mai dimenticare il passato. Si rischia di cadere vittime dell'oblio perpetrato dall'inganno globale di chi disinforma e riscrive le leggi della fisica e della natura stessa.

cieliazzurri ha detto...

Per queste cose a mio avviso ci vogliono semplicemente prove certe ed inattaccabil.

In assenza di prove certe che dimostrino il contrario, dobbiamo identificare una scia di aereo come un semplice ammasso di ghiaccio.

cosmino ha detto...

Hai "prove certe ed inattacabili" anche del contrario quindi? Che quelle siano nuvole d ghiaccio? E soprattutto che il ghiaccio abbia quelle forme, quei colori, quei comportamenti?

cieliazzurri ha detto...

Ciao Cosmino. La questione da te sollevata è interessante e fornisce utili spunti di riflessione.

Per risponderti, faccio un esempio.

Prendiamo il caso di una foto di questo post.
Una scia enorme, espansa.
Guardo la foto e la foto mi sembra "strana". Decido allora di indagare.
Cosa faccio?
Verifico che la scia in questione sia una scia "normale", che cioè rientri nella teoria scientifica di descrizione delle scie. Verifico ad esempio se c'erano le condizioni per la sua formazione, ne osservo le caratteristiche morfologiche e le confronto con quanto riportato in letteratura.
Se alla fine della mia analisi la scia non rientra nella descrizione scientifica, abbiamo una anomalia.

Ammettiamo adesso che dalle verifiche effettuate non sia emerso niente di anomalo. Devo concludere allora che non ho evidenze che si tratti di una scia anomala.
Ora, e qui arriva la questione da te proposta, poiché nella mia analisi mi baso sulla teoria scientifica di formazione delle scie di aereo, tale teoria deve essere valida sempre.
Di conseguenza, non essendo la scia analizzata una scia anomala, essa è da considerarsi una scia normale proprio per la teoria sulla quale mi sono basato per effettuare l'analisi.
Non devo quindi produrre prove certe e inattaccabili che la scia in studio sia fatta di ghiaccio: ho la teoria scientifica che mi dice che le scie sono fatte di ghiaccio.

In sintesi, secondo questo approccio, se una scia chimica è una scia diversa da una normale scia di condensazione, una scia che non è una scia chimica è una normale scia di ghiaccio.

Questo non è tuttavia il solo approccio di analisi possibile.

Un approccio alternativo è il seguente: non si considera la teoria scientifica di formazione delle scie di condensa nella nostra analisi. Non possiamo quindi più sapere a priori di cosa è fatta una scia. Non sappiamo più neanche che le scie sono nuvole di ghiaccio.
Sono tutte scie incognite che possono essere fatte di qualunque cosa. Non possiamo più dire "quella è una scia normale". La normalità si basava sua una teoria scientifica che abbiamo rifiutato.

Allora sì, bisogna portare ogni volta prove certe e inattaccabili che la scia in studio sia fatta di materiale innocuo.

In questo secondo approccio allora, l'unica verifica possibile dell'innocuità di una scia osservata sarebbe quella di
andare a prendere di volta in volta un pezzettino della scia sospetta e analizzarlo.
Se non possiamo fare il prelievo si rimane nel dubbio. Non sappiamo di cosa sia fatta la scia.

Dunque, due approcci alternativi.

Io utilizzo il primo perché è più agevole.
Il suo lato negativo è che posso considerare delle scie chimiche eventualmente prodotte, come scie normali. Sottostimo cioè il numero di eventuali scie chimiche presenti catalogando la maggior parte delle scie come normali (riguardo ai tuoi dubbi sul ghiaccio, una utile verifica sarebbe quella di mostrare le foto di una scia sospetta ad un meteorologo o a uno scienziato che studia le scie di condensazione; in base alla loro esperienza gli scienziati forse potrebbero dire se la scia osservata è compatibile con una scia di ghiaccio).
Il lato positivo dell'approccio è che se viene prodotta una scia chimica con caratteristiche diverse da quelle descritte dalla teoria scientifica, potrei avere prove dell'esistenza delle scie chimiche anche da semplici fotografie. Tali prove potrebbero essere presentata alla comunità scientifica e, se accettate, presentata alle Istituzioni che, come sappiamo, fanno affidamento sulla teoria scientifica (si vedano le risposte alle interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche).

L'approccio alternativo che rifiuta la teoria scientifica ha il vantaggio che identificherebbe in maniera incontrovertibile ogni scia.
Il lato negativo è l'enorme e insostenibile costo dei difficili esperimenti di prelievo.
Ovviamente basterebbe raccogliere alcune volte prove della presenza di materiale pericoloso per la nostra salute dentro una scia. Tali prove verrebbero anche in questo caso presentate alla comunità scientifica e, se accettate, successivamente presentate alle istituzioni.