Ogni aereo sta solo nel cuore del cielo
trafitto dal gelo dei -50°C:
ed è subito scia.
trafitto dal gelo dei -50°C:
ed è subito scia.
Riassunto
Nel post odierno riporto una fotocronaca della giornata di domenica 2 novembre 2008, giornata caratterizzata dalla presenza di numerose scie di aereo nel cielo di Milano. Riporto inoltre una analisi delle scie fotografate e dei dati atmosferici della giornata atta a verificare la natura delle scie osservate.
L'analisi viene descritta in maniera molto dettagliata, passo dopo passo, in modo che chi sia interessato alla verifica dell'esistenza delle scie chimiche possa ripetere tale analisi verificando la natura delle scie che si formano sopra la propria città.
1. Introduzione
Domenica 2 novembre si sono potute osservare scie di aereo nel cielo di Milano. Erano molti giorni che non osservavo scie nei cieli della mia città.
Le scie che ho osservato erano principalmente di tipo persistente ed espanse. La mia osservazione è iniziata intorno alle 15 ed è durata fino al tramonto.
Ricordo che le scie persistenti ed espanse, scie cioè che permangono da alcuni minuti ad ore (o financo a giorni secondo quanto riportato sul sito della NASA) per esistere necessitano che siano soddisfatti due criteri.
1) Deve essere soddisfatto il criterio di Appleman (devono esistere ciò le condizioni per la formazione delle scie, indipendentemente dal fatto che siano espanse o meno);
2) Devono essere presenti valori di umidità relativa rigorosamente sopra saturazione su ghiaccio. Solo con tali valori di umidità una scia può persistere o espandersi.
Per verificare che le scie osservate siano o non siano normali, possiamo verificare se esistono queste due condizioni analizzando i valori di umidità atmosferica registrati dalle radiosonde. I valori di umidità, pressione e temperatura presenti in atmosfera vengono misurati due volte al giorno da una sonda lanciata con un pallone in alcune città del mondo. Per conoscere i valori di umidità relativa presenti in atmosfera nelle varie città è sufficiente consultare questo sito:
A qualche ora dalle misurazioni, i valori sono disponibili on line.
Risulta chiaro che un primo controllo sulla verifica di eventuali anomalie in cielo, controllo che chiunque può fare, è verificare se esistevano le condizioni per la formazione e per la persistenza.
Sarebbe fondamentale che le persone interessante alla tematica delle scie chimiche imparassero a verificare personalmente la natura delle scie osservate.
In questo articolo riporto alcune fotografie di scie, aerei e nuvole della giornata del 2 novembre 2008, effettuando una verifica delle condizioni per l'esistenza delle scie osservate. La procedura d'analisi è spiegata in maniera dettagliata in modo che chiunque sia interessato alla verifica della natura delle scie possa facilmente ripeterla.
2. La giornata
Vediamo alcune foto della giornata.
3. Analisi dei dati atmosferici
Per prima cosa verifichiamo se domenica 2 novembre esistevano le condizioni per la formazione delle scie. Per far questo disegniamo il diagramma di Appleman. La procedure per disegnare il diagramma di Appleman è spiegata in dettaglio, in inglese, nel sito della NASA.
Per prima cosa andiamo sul sito Wyoming Sounding e prendiamo i dati di umidità, pressione e temperatura della giornata.
Le colonne che ci interessano sono la prima (pressione), la seconda (quota), la terza (temperatura) e la quinta (umidità relativa).
Valori atmosferici registrati dalla sonda il 2 novembre 08 alle ore 12Z.

Utilizziamo poi il diagramma di Appleman non compilato presente sul sito della NASA come base di lavoro.
Diagramma di Appleman non compilato.

Consideriamo un intervallo di quote tipico per gli aerei, dai 400 ai 200 hPa ad esempio (corrispondenti ad un intervallo di quote compreso tra 7000 e 12000 metri circa). Ora semplicemente disegniamo dei pallini rossi per segnare le temperature registrate in quota. Ad esempio, i dati mi dicono che a 7330 m (400 hPA) abbiamo una temperatura di -34C°. Disegno quindi sul diagramma un pallino rosso sulla linea dei 400 hPa in corrispondenza dei -34C°. Ripeto l'operazione per tutti i valori di temperatura. Unisco infine i pallini rossi con una linea. Successivamente ripeto la stessa operazione per i valori di umidità. Solo che in questo caso ho delle curve di umidità. Il diagramma di Appleman riporta infatti le curve di 0%, 30%, 60%, 90% e 100% di umidità relativa. Ad esempio, per valori di 400 hPa il valore di umidità registrato è 69% (bisogna aggiungere il 10% a ciascun valore di umidità poiché le radiosonde tendono a sottostimare del 10% circa, quindi in questo caso 75,9%). Posiziono quindi un pallino azzurro a livello della linea dei 400 hPa un po' più a destra della linea dei 60%. Ripeto l'operazione per tutti i valori di umidità registrati.
Effettuate queste operazioni ottengo un grafico di questo genere.
Diagramma di Appleman relativo alle misurazioni di Milano Linate delle 12Z del 2 novembre 2008. E' indicata la quota a partire dalla quale sono previste scie.
Posso ora prevedere se e dove si possono formare scie. Si possono formare scie a una certa quota se il pallino rosso della temperatura sta a sinistra di quello azzurro della umidità. Questo capita nel nostro grafico a partire dai 260 hPa, corrispondente a 10264 m. Quindi, in definitiva, mi posso aspettare scie da tale quota.
Verifichiamo ora se le scie potevano persistere nel tempo. Il discorso è più semplice. Basta fare un grafico umidità/temperatura, utilizzando i valori di umidità registrati dalle sonde alle varie temperature. I pallini rossi presenti nel prossimo grafico sono i valori di umidità relativa registrati dalle sonde alle varie temperature (anche in questo caso bisogna aggiungere il 10% a ciascun valore di umidità poiché le radiosonde tendono a sottostimare del 10% circa; la barra verticale che parte da ogni pallino rosso è appunto l'errore del 10%). Nel grafico è poi presente la linea di saturazione su ghiaccio (linea che unisce i pallini azzurri); questi sono i valori di umidità relativa alle varie temperature ai quali si ha saturazione su ghiaccio e dunque persistenza. Se la linea che unisce i pallini rossi supera quella che unisce i pallini azzurri, possiamo aspettarci persistenza ed espansione delle scie. Nel nostro caso, vediamo che in due punti la umidità registrata domenica 02 novembre era sopra saturazione su ghiaccio (estrema sinistra del grafico). Quindi alle quote dove è stata registrata quella temperatura e quella umidità (tra gli 11800 e i 12000 metri ) potevamo aspettarci persistenza ed espansione.
Confronto tra la umidità relativa registrata il 2 novembre 08 alle 12z e la umidità relativa necessaria per avere saturazione su ghiaccio.
In definitiva, l'analisi previsionale dice che: ci aspettiamo per il giorno 02 novembre alle ore 12Z scie dai 10250 metri. Ci aspettiamo scie persistenti ed espanse dagli 11700 metri in su.
E' chiaro che un aereo immerso in quelle condizioni sarà trafitto dal gelo e dalla umidità presenti in quota.. e sarà subito scia ;-)
Le condizioni previste sono relative alle ore 13. Le scie che ho fotografato sono delle ore 15, a due ore dalle misure delle radiosonde. La situazione atmosferica potrebbe allora essere cambiata per cui il confronto tra dati atmosferici e fotografie è puramente indicativo. Tuttavia, la situazione osservata alle 15 rispecchia la situazione delle 13 anche se l'impressione è che la zona di umidità sovrasatura sia diventata più ampia alle ore 15, viste le numerose scie persistenti osservate.
4. Stima della quota di volo degli aerei fotografati
Effettuata questa analisi previsionale, passiamo alla stima della quota di volo degli apparecchi con scia fotografati per verificare se tali aerei rilasciavano scie a quote dove erano previste o meno le scie.
Alcuni precedenti articoli spiegano in dettaglio la procedura di stima della quota di volo, per cui rimando alla lettura di tali articoli [1, 2, 3].
Iniziamo con un caso"semplice". Alle 16:28 è transitato un aereo con scia di breve persistenza sulla mia verticale, la situazione migliore per effettuare la stima della quota di volo di un apparecchio.
L' aereo con scia sulla mia verticale.
Particolare del velivolo.
L'aereo in allontanamento
Da quest'ultima foto si nota che la scia è di breve persistenza.
Ora, per prima cosa identifichiamo l'apparecchio. L'aereo in base ad una prima impressione visiva sembra un Airbus A321. Per confermare questa ipotesi effettuo una sovrapposizione della foto, pulita e raddrizzata, con il disegno in scala dell'A321. La sovrapposizione, si veda la figura che segue, è efficace. Gli sgargianti colori dell'apparecchio inoltre facilitano il riconoscimento della compagnia aerea. L'aereo della fotografia dovrebbe essere un A321 della Monarch Airlines.
a) Fotografia dell'aereo. b) schema dell'A321 c) sovrapposizione tra a) e b).
Per la stima della quota di volo di questo aereo utilizzo una formula ottenuta da taratura della mia macchina fotografica (si veda un prossimo post sull'argomento). Tale formula permette di ottenere stime più accurate rispetto alla formula classica.
Tale formula è:
q=sen a *47861,2*(da)/(pa) + 1%. dove
q = quota di volo
a = angolo di elevazione
da = dimensione aereo in metri
pa = pixel aereo nella foto
L'aereo era sulla verticale. Tuttavia, visto che non posso essere proprio certo che l'aereo era sulla verticale perfetta, per estrema sicurezza utilizzo un range di angoli, da 85° a 90°. L'aereo misura in pixel 227 pixel e l'A321 è lungo 44,51 m.
In questo modo otteniamo una quota di volo stimata compresa tra 11175,4 m e 11444,7 m (media 11310,0 m).
Sono passate 3 ore e mezza da quando la sonda ha misurato i valori atmosferici quindi il diagramma di Appleman preparato può non essere più corrispondente alla situazione delle 16:30. Tuttavia, alla quota di 11310 metri alle 13 (le 12Z) erano previste scie non persistenti.
Veniamo al secondo caso, più difficile, ma molto interessante. Alle 15:05 passa un aereo con scia.
Aereo con scia.
Particolare del velivolo.
L'aereo è obliquo e di conseguenza risulta difficile la sovrapposizione foto-schema e la sua identificazione. Tuttavia alcuni particolari dell'apparecchio ci aiutano. La presenza di 5 attuatori sulle ali (quegli spuntoni che emergono dall'ala) ed il caratteristico stabilizzatore orizzontale (la coda per intenderci) tipico degli Airbus possono corrispondere solo ad un Airbus A300. Inoltre il colore dello stabilizzatore verticale ed i colori della carlinga sembrano indicare che si tratti di un A300 Lufthansa, per coincidenza, l'aereo mostrato nel post precedente!
L'aereo fotografato il 2 novembre alle 15:05. Le frecce indicano i 5 attuatori e il cerchio marca il colore dello stabilizzatore verticale, blu e giallo, tipico della Lufthansa.
Fotografia di un A300 Lufthansa fotografato a Venezia ad agosto. Sono evidenziati 5 attuatori e lo stabilizzatore verticale.
Appurato che l'aereo della foto è con ogni probabilità un A330 Lufthansa, cerchiamo di stimarne la quota. Cosa non semplicissima visto che in questo caso non ho il valore dell'angolo di elevazione (non sempre è possibile osservare e segnare questo angolo).
In questi casi, la cosa migliore da fare è utilizzare l'angolo più frequentemente utilizzato, 70°, ed usare un range di angoli che lo comprenda, ad esempio 60° e 80°.
L'A300 è lungo 54,1m. L'aereo nella foto è lungo 227 px.
La stima ci dà un range di quote comprese tra 9779,6 m e 11345,6m (media 10562,6).
La foto è scattata a 2 ore dalla misura delle radiosonde quindi la situazione in quota al momento dello scatto potrebbe essere cambiata. Anche in questo caso il confronto ha valore puramente indicativo. La scia dell'A300 sembra di tipo persistente anche se non la ho seguita per lungo tempo. In ogni caso, l'A300 è stimato ad una quota alla quale alle 13 non erano previste scie persistenti. Le scie persistenti erano infatti previste dai 11700 metri in su alle ore 13. Quello che potrebbe essere successo è che la zona di umidità sovrasatura sia diventata più ampia coprendo un intervallo di quote più ampio.
La foto è scattata a 2 ore dalla misura delle radiosonde quindi la situazione in quota al momento dello scatto potrebbe essere cambiata. Anche in questo caso il confronto ha valore puramente indicativo. La scia dell'A300 sembra di tipo persistente anche se non la ho seguita per lungo tempo. In ogni caso, l'A300 è stimato ad una quota alla quale alle 13 non erano previste scie persistenti. Le scie persistenti erano infatti previste dai 11700 metri in su alle ore 13. Quello che potrebbe essere successo è che la zona di umidità sovrasatura sia diventata più ampia coprendo un intervallo di quote più ampio.
Riassumendo, lo schema di analisi per un giorno di scie è il seguente:
1) fotografare scie, possibilmente vicino all'ora dei radiosondaggi;
2) verificare se ci sono le condizioni per la formazione delle scie preparando il diagramma di Appleman;
3) verificare se ci sono le condizioni per la persistenza con il confronto dei valori di umidità registrati con quelli sopra saturazione su ghiaccio;
4) stimare la quota di volo di aerei con scia e verificare se la loro scia può esistere o meno;
5) cercare di avere un atteggiamento neutrale durante le analisi;
6) poichè ci interessano solo le prove forti, in caso di evidenza di una possibile anomalia, tentare in tutti i modi di abbatterla. Solo se la prova è forte e inattaccabile essa resisterà.
5. Conclusioni
L'analisi mostrata in questo post non ha mostrato evidenze forti ed inattacabili di anomalie nelle scie fotografate. Le scie osservate possono quindi essere identificate come normali scie di condensa. E' ovvio che tale identificazione è la migliore possibile, ma non è una identificazione al 100%. Chi volesse il 100% dovrebbe andare a campionare le scie, cosa non semplicissima.
E' auspicabile che chi sia interessato alla tematica delle scie chimiche utilizzi la procedura di analisi mostrata in questo post per verificare personalmente la natura delle scie che si formano nei nostri cieli.
Referenze
[1] Cieliazzurri, Il riconoscimento del modello di un velivolo
[3] Cieliazzurri, Scie di aereo su Berlino - Breitscheidplatz
Nota sul copyright
Questo articolo può essere pubblicato da chiunque ma senza che vi si effettuino modifiche di alcun genere (è vietata anche la pubblicazione parziale o per parti), indicando sempre l'autore e l'url di questo sito, con link cliccabile se collocato in siti web. Le fotografie dell'articolo possono essere pubblicate ma indicando sempre l'autore e l'url di questo sito, con link cliccabile se collocato in siti web. E' vietato l'utilizzo dell'articolo e/o delle fotografie a fine di lucro.
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)


.jpg)



.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)







.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)